LE STAGIONITHE SEASONS
Eugenio Montaletrans. William Arrowsmith
Il mio sogno non è nelle quattro stagioni.

Non nell'inverno
che spinge accanto a stanchi termosifoni
e spruzza di ghiaccioli i capelli già grigi,
e non nei falò accesi nelle periferie
dalle pandemie erranti, non nel fumo
d'averno che lambisce i comicioni
e neppure nell'albero di Natale
che sopravvive, forse, solo nelle prigioni.

Il mio sogno non è nella primavera, 
l'età di cui ci parlano antichi fabulari,
e non nelle ramaglie che stentano a metter piume,
non nel tinnulo strido della marmotta
quando s'affaccia dal suo buco
e neanche nello schiudersi delle osterie e dei crotti
nell'illusione che ormai più non piova
o pioverà forse altrove, chissà dove.

Il mio sogno non è nell'estate 
nevrotica di falsi miraggi e lunazioni
di malaugurio, nel fantoccio nero
dello spaventa passeri e nel reticolato
del tramaglio squarciato dai delfini,
non nei barbagli afosi dei suoi mattini
e non nelle subacquee peregrinazioni
di chi affonda con sé e col suo passato.


Il nilo sogno non è nell'autunno
fumicoso, avvinato, rinvenibile
solo nei calendari o nelle fiere
del Barbanera, non nelle sue nere
fulminee sere, nelle processioni
vendemmiali o liturgiche, nel grido dei pavoni,
nel giro dei frantoi, nell'intasarsi
della larva e del ghiro.

Il mio sogno non sorge mai dal grembo 
delle stagioni, ma nell'intemporaneo
che vive dove muoiono le ragioni
e Dio sa s'era tempo; o s'era inutile.
My dream is not in the four seasons.

Not in winter
that pulls up close to tired radiators
and sprays icicles on hair already gray,
not in bonfires in the outskirts lit
by homeless vagrants, not in the miasmal
smoke lapping cornices and eaves,
and not even in the Christmas tree
which survives, maybe, only in prisons.

My dream is not in spring,
the fabled age of which the ancients speak,
not in pruned branches struggling to sprout,
nor the shrill chitter of the woodchuck
nosing from his burrow;
and not even in the opening of taverns and bistros
in the illusion that now the rain will stop,
or maybe go rain somewhere else, who knows where.

My dream is not in summer
neurotic with mirages and ill-omened
lunar months, nor in the scarecrow's
black puppet, nor the meshes
of the dragnet shredded by dolphins,
not in the humid glare of its mornings
and not in the underwater wanderings
of the man who drowns with himself and his past.

My dream is not in autumn 
misty and musty, an autumn to be found
only in calendars and farmers'
almanacs, not in its black-
lightninged evenings, in harvest
or holy-day processions, in the screams
of peacocks, in the turning
of olive presses, in shutting out
larva and dormouse.

My dream never rises from the womb
of the seasons, but in the timeless moment
that lives where reasons die and God only knows
whether it was time; or whether useless.

Copyright © Arnoldo Mondadori Editore 1971, trans. © William Arrowsmith Estate & Rosanna Warren 1998 - publ. W.W.Norton


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