da "ALLEGORIA DEL FIGLIO" (5)from "ALLEGORY OF A SON" (5)
Maurizio Cucchitrans. Gayle Ridinger
Si può entrare di notte nel bosco
col piede incerto, come nella casa.
Nel silenzio allontanarsi dal villaggio, perderlo:
come meta la tenebra del cuore.
Affondare nel sentiero a tentoni,
affondare la mano tra la terra e le foglie,
il muschio, sotto i sassi.
Sfiorare un corpo molle e viscido
che grugnisce e salta via.
Toccare bava in un rumore d'acqua
o di vento leggero, o una forma sottile, gelata,
....................sinuosa.
Col fiato che ti manca,
l'udito si affina mentre perdi la via sprofondando
con lo scattare tra gli sterpi e i tronchi.

Non sono creature di magia,
ma vita e sonno che formicola,
senza luna, senza bene né male.
You can enter the woods at night
with an uncertain step, like in a house.
You can leave the village behind, lose it in the silence:
head for the darkness of the heart.
Plunge gropingly into the path,
sink your hand in between earth and leaves,
the moss under the stones.
Graze a soft, slimy body
that grunts and jumps away.
Touch froth in a sound of water or
of light wind, or else a subtle shape, icy and twisting.

Out of breath,
your hearing sharpens as you fall and lose your way
a rush in amidst brushwood and stumps.

They're not creatures of magic
but life and tingling sleep,
no moon present, no right and no wrong.

Copyright: Maurizio Cucchi © 2001, trans. Gayle Ridinger © 2001


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