ANIMA IMMORTALE THE SOUL
Tommaso Campanella trans. John Addington Symonds

Di cervel dentro un pugno io sto, e divoro
tanto, che quanti libri tiene il mondo
non saziâr l'appetito mio profondo:
quanto ho mangiato! e del digiun pur moro.

D'un gran mondo Aristarco, e Metrodoro
di più cibommi, e più di fame abbondo;
disiando e sentendo, giro in tondo;
e quanto intendo più, tanto più ignoro.

Dunque immagin sono io del Padre immenso,
che gli enti, come il mar li pesci, cinge,
e sol è oggetto dell'amante senso;

cui il sillogismo è stral, che al segno attinge;
l'autorità è man d'altri; donde penso
sol certo e lieto chi s'illuia e incinge.

A handful of brain holds me: I consume
So much that all the books the world contains,
Cannot allay my furious famine-pains: -
What feasts were mine! Yet hunger is my doom.

With one world Aristarchus fed my greed;
This finished, others Metrodorus gave;
Yet, stirred by restless yearning, still I crave
: The more I know, the more to learn I need.

Thus I'm an image of that Sire in whom
All beings are, like fishes in the sea;
That one true object of the loving mind.

Reasoning may reach Him, like a shaft shot home;
The Church may guide; but only blest is he
Who loses self in God, God's self to find.

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