VIENE LA PRIMA COMES THE FIRST
Milo de Angelistrans. Emanuel di Pasquale
"Oh se tu capissi:
chi soffre
chi soffre non è profondo".
Sobborghi di Milano. Estate. Ormai
c'è poca acqua nel fiume, l'edicola è chiusa.
"Cambia, non aspettare più".
Vicino al muro c'è solo qualche macchina.
Non passa nessuno. Restiamo seduti
sopra il parapetto. "Forse puoi ancora
diventare solo, puoi
ancora sentire senza pagare, puoi entrare
in una profondità che non
commemora: non aspettare nessuno
non aspettarmi, se soffro, non aspettarmi".
E fissiamo l'acqua scura, questo poco vento
che la muove
e le dà piccole venature, come un legno.
Mi tocca il viso.
"Quando uscirai, quando non avrai
alternative? Non aggrapparti, accetta
accetta
di perdere qualcosa".
"Oh if you understood:
who suffers
who suffers is not profound."
Milanese suburbs. Summer.
Now there's little water in the river; the newsstand is closed.
"Change. Don't wait any longer."
Near the wall there are only a few cars.
No-one goes by. We remain sitting
over the parapet. "Perhaps you can still
become alone. You can
still hear without paying, you can enter
a depth that does not
commemorate: wait for no one;
don't wait for me; if I suffer, don't wait for me."
We stare at the dark water, this little wind
that moves it
and gives it small venations, like wood.
She touches my face.
"When will you come out, when you'll have no
alternative? Don't hang on, accept
the loss of something."

Orig. copyright © Milo de Angelis 2003, trans. copyright © Emanuel di Pasquale 2003 - publ. Chelsea Editions


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